Gli ebrei hanno un modo molto particolare di raccontare la Parola di Dio perché dicono che parla anche tra gli spazi bianchi.
Quando Abramo sta per sacrificare suo figlio, Dio chiama tutti gli Angeli e gli dice: “Venite a vedere che cos’è la fede, che cos’è la fede”.
Isacco a quel punto non si consegna rassegnato, ma vive un abbandono fiducioso, anzi coraggioso: “Legami, legami forte, padre mio, non sia che per paura io resista, e non sia valido il tuo sacrificio, e tutti e due siamo rifiutati! Legami perché io mi spavento quando vedo il pugnale”.
Affinché il sacrificio fosse valido l’Agnello non si doveva muovere, Isacco dice: “se io mi spavento posso avere uno scatto d’ira e va finire che tutto quello che tu stai facendo non serve a niente”.
E Alessandro è stato legato forte, alla stessa croce di Cristo. Perché dice la Scrittura: “come abbiamo partecipato alla sua morte, così parteciperemo alla sua Resurrezione”.
Alessandro ha mostrato che cos’è la fede, perché è facile credere in Dio quando tutto va bene e lodarlo quando tutto va secondo i propri schemi, quando tutto va secondo i propri piani. Lodare Dio e amare Dio con la certezza che si sta per morire è forse qualcosa di più.
Alessandro Caracciolo, Maresciallo dei Carabinieri, centrocampista dal 10 sulla schiena, muore alle soglie dei trentatreanni per un tumore ai polmoni. Sposato con Roberta Melidona, ha lasciato tre figlie, Francesca Maria (4 anni), Gloria (2 anni), Barbara (9 mesi). L’avvenire di Calabria di domenica 22 aprile 2018 così riporta: “Unanime il riconoscimento della sua testimonianza cristiana. Nel periodo della sua sofferenza così ha scritto: „Ogni giorno che passa è una scoperta continua per me… senza questa sofferenza avrei continuato a stare lontano da Lui anche se pensavo fossi vicino… a continuare a vivere la mia vita dell’incertezza, presa dalle cose di questo mondo. Ora vedo quello che prima non vedevo! ‟ Alessandro a imitazione di Isacco, non ha esitato a caricarsi la legna per il sacrificio, ha proseguito il cammino “fin lassù”, fino al luogo che Dio aveva indicato, e dopo essere stato legato e deposto sull‟altare, con coraggio anche lui ha vissuto l’abbandono fiducioso al Padre e ha esclamato: "Akedà! Legami! Legami forte padre mio, non sia che per paura io resista, e non sia valido il tuo sacrificio". Questo suo abbandono, questa sua unione con Gesù crocefisso, è una cesta carica di frutti di santità!
Il giorno dopo la sua morte, avvenuta il 5 aprile 2018, era tutto pronto nella Chiesa di San Luca Evangelista di Reggio Calabria. Tutti avevano la percezione che sarebbe stata una celebrazione particolare. E tutti hanno avuto la certezza che non si è trattato di un funerale. Si è celebrata la festa dell’incontro di Alessandro con Cristo Risorto è ed stata davvero una celebrazione maestosa. Il suo saper vivere, la sua testimonianza insieme a quella piena di fede, di dignità e di compostezza della moglie e dei familiari, hanno fatto vivere una Messa in cui sembrava a portata di mano il legame tra cielo e terra.
Alessandro ha condotto una vita buona, virtuosa, tesa sempre verso il bene. Alle soglie dei trentatré anni ha già portato a compimento la sua vocazione di uomo e di cristiano al punto che è stato pronto all’incontro con il Risorto.
Si è trattata di un’esistenza straordinariamente semplice e comune, di un ragazzo dalla bellezza interiore unica, che si rifletteva inevitabilmente sul suo personale esteriore (alto, dai colori chiari, sportivo e sempre in forma). Nato il 21 maggio 1985, da Fortunato Caracciolo e Francesca Lia, era più piccolo di quattro anni della sorella Antonella.
È cresciuto in un piccolo quartiere della periferia sud di Reggio Calabria, Arangea, dove al calore degli affetti familiari, si sono uniti, sin da bambino, quelli degli amici, dei compagni di calcio, della Parrocchia.
Attenuato il sogno, accarezzato per tanti anni, di diventare un calciatore, ha scelto di cogliere l’opportunità di un concorso pubblico per entrare nell’Arma dei Carabinieri e, proclamando il suo “nei secoli fedele”, che egli amava rivolgere sempre alla Virgo Fidelis, ha svolto la sua attività di Maresciallo alla Compagnia di Melito Porto Salvo (RC).
Sull’esempio del papà, che ha addirittura militato nel calcio professionistico giocando nella categoria della C2, Alessandro ha vissuto con fortissima intensità la passione per il calcio. Un talento assoluto e già da piccolino era considerato il più forte ragazzo del quartiere di tutti i tempi. L’unico, infatti, a giocare nella Nazionale Italiana Dilettanti. Un centrocampista dal 10 sulla schiena, coniugava con un’impressionante naturalità le qualità tecniche con le abilità tattiche. Un’intelligenza in campo fuori dal comune che si traduceva in padronanza assoluta nella visione di gioco, ma anche in un certo agonismo e in una vigorosa combattività. Cresciuto nelle giovanili dell’Armando Segato e della Reggina, fin da giovanissimo si è affacciato alla categoria dell’Eccellenza giocando nel Calcio Riunite. Ha fatto il salto in serie D con il Cosenza prima e il Vado dopo, per poi militare in altre squadre di Eccellenza (Hintereggio, Praia, Bagaladi dove ha vinto il campionato, Palmese). Le ultime esperienze l’hanno visto protagonista con la Ludos Vecchia Miniera, squadra del suo quartiere con la quale si è divertito a condividere la sua passione con gli amici dell’infanzia. Alla notizia della sua scomparsa tutto il calcio reggino gli ha reso omaggio con articoli e testimonianze.
La sua straordinaria bellezza interiore si rifletteva in campo, come nella vita. Nessuno ricorda mai una contesa di Alessandro. Nessuno ricorda uno solo dei suoi comportamenti che sia stato non opportuno o l’utilizzo di un tono eccessivo.
Il suo cammino di fede è cominciato nella semplicità, frequentando la Parrocchia di Arangea. Ha certamente subìto una svolta importante con la conoscenza di Roberta e con la conseguente scelta di aderire al cammino neocatecumenale, vissuto presso la Parrocchia di San Luca Evangelista, ma comprendeva bene quanta strada doveva ancora percorrere come figlio di Dio.
La sua è stata una salita graduale e certamente è stato il tempo della sofferenza a portare a compimento la sua vocazione di santità. La sua natura buona e la sua docilità all’azione invisibile della grazia hanno permesso, dopo un naturale momento iniziale di difficoltà, di affrontare tutto con coraggio e in maniera eroica.
A un’amica che pregava perché il Buon Dio gli desse la forza di affrontare bene tutto, lui rispondeva così: “Brava! Prega solo per questo. Non pregare perché mi guarisca, potresti andare contro la sua volontà… sia fatta la sua volontà!”.
E la moglie nella sua testimonianza riportava: “Ha visto oltre. È vero. Prima di morire, qualche giorno prima, ha detto al padrino di mia figlia che lui non aveva paura della morte, si preoccupava per me, per le mie figlie, però ha detto di essere certo della Provvidenza”.
La sua straordinaria testimonianza è stata raccontata nel libro Akedà - legami, legami forte Padre mio! Alessandro Caracciolo, Storia di una Santa legatura, Edizioni Shalom, dicembre 2019
Il 10 agosto 2018, durante la cerimonia d’intitolazione della sede A.C.S.D. Ludos Vecchia Miniera, è stato istituito il Fondo di solidarietà “Alessandro Caracciolo”, da un’idea condivisa da Antonio Malavenda, il cui contributo è sotto riportato:
“In occasione dell’intitolazione di questa sede ad Alessandro, realizziamo anche un’idea che ha accumunato tutti gli amici di Alessandro nel ricordo del suo nome. Oggi istituiamo un fondo di solidarietà denominato: “Alessandro Caracciolo” che dà vita a una piccola occasione che vogliamo offrire alla Comunità, con un piccolo gesto, una raccolta fondi che andremo a effettuare ogni anno. Il Comitato che gestirà questo fondo, lo destinerà a chi sta trascorrendo un momento di difficoltà, oppure a chi ha un parente che necessita di cure particolari e dispendiose, o a un’Associazione che non riesce più a svolgere un servizio sanitario indispensabile per la Comunità e che magari ha un mezzo fermo nel parcheggio perché non riesce ad assicurarlo, ecc. Noi quello che abbiamo pensato con tutti gli amici che adesso vi andrò a elencare, è stato quello di fare qualcosa di importante ed è come se ce lo stesse chiedendo Alessandro. Adesso io andrò a dirvi chi ha pensato all’istituzione di questo fondo di solidarietà e dalla prossima occasione, che andremo a devolvere qualcosa ai più bisognosi, potete partecipare liberamente con un’offerta qualsiasi, sulla base delle direttive del Comitato. Dobbiamo dire grazie per questo a: Antonio Malavenda, Nicola Paris, Corrado Felini, Demetrio Pratesi, Valerio Lia, Giancarlo Cosentino, Paolo Puntorieri, Giuseppe Buda, Paolo Chilà, Daniele Puntorieri, Tommaso Calluso, Andrea Canale, Bruno Surace, Francesco Surace, Demetrio Canale, Pasquale Lia, Giuseppe Aquilino. Per il momento siamo questi e speriamo di essere tanti alla prossima occasione. Come prima edizione quello che siamo riusciti a raccogliere da questo fondo vogliamo donarlo alle figlie di Alessandro per trasmettere la nostra vicinanza. Preciso che Roberta sarà la nostra Presidente di questo fondo per cui sarà lei, su nostra richiesta, a presiedere ogni operazione nella massima trasparenza e solidarietà”.
L’iniziativa di solidarietà è stata promossa anche negli anni successivi secondo questo breve schema descrittivo:
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Data |
Luogo |
Oggetto |
Gesto di solidarietà |
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10 agosto 2018 |
Arangea |
Inaugurazione sede |
Famiglia di Alessandro |
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05 aprile 2019 |
Gallina |
Cena di solidarietà |
€ 2.706,00 donate al Centro di aiuto alla vita (CAV) di Reggio Calabria |
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08 agosto 2020 |
Reggio Village |
Partita di solidarietà |
€ 3.252,50 donate al Reparto Oncologico del GOM |
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09 agosto 2021 |
Centro Calcio Valanidi “Ciccio Cozza” |
Serata di solidarietà |
Ai ragazzi del progetto “Freed By Football”, inserito nella cornice “Liberi di Scegliere” |
Nel 2019 si è scelto di aiutare concretamente le giovani madri prive di mezzi che decidono di interrompere la gravidanza. Per tale motivo il gesto di solidarietà è stato diretto al CAV, (Centro di Aiuto alla Vita), braccio operativo del Movimento per la vita, movimento laico ma di ispirazione cristiana, costituitosi nel 2014 a Reggio Calabria. Il fine del CAV è quello di aiutare le donne che per motivi vari vorrebbero interrompere la gravidanza, aiutarle prima di tutto a non sentirsi sole e a risolvere quei problemi economici, sociali, familiari che le indurrebbero a tale passo, e a sostenere le giovani madri prive di mezzi. Il CAV è stato subito operativo a Reggio nel Grande Ospedale Metropolitano grazie a una convenzione con lo stesso che necessita, però, adesso di essere rinnovata.
Nel 2020, attesa l’apertura del nuovo reparto Oncologico del GOM, di concerto con il Direttore Dott. Pierpaolo Correale, il fondo è stato destinato alla produzione e successiva donazione di opere artistiche realizzate da Francesco Lia, reggino formatosi presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma.
Le opere, come spiegato dall’artista Lia, sono costituite da una serie di dipinti su tela con tecnica ad acrilico, concepite sulla scia di due principali obiettivi: diffondere la conoscenza della figura e della storia di Alessandro Caracciolo e trasmettere un messaggio di conforto, fiducia e serenità ai pazienti di un reparto così difficile. All’interno della composizione di 4 dipinti su tela relativa al tema di Alessandro, tramite un gioco di sguardi si passa dal ritratto del protagonista alla figura di un leone, spesso richiamata con umiltà e ironia dallo stesso maresciallo, quale metafora di forza e determinazione anche di fronte alla malattia. Un’altra tela rappresenta l’intreccio tra le mani di due soggetti, nella volontà di trasmettere calore, sicurezza e vicinanza davanti alle sfide della vita: un messaggio che parla sia ai malati, rassicurandoli nella speranza di trovare sempre un conforto, sia ai sani, esortandoli a farsi prossimi nei confronti dei sofferenti. Altre due tele sono destinate a paesaggi reggini, caratterizzati dalla luce bassa e calda del tramonto, capace di creare effetti cromatici di forte suggestione, riportando l’osservatore ad un contatto esterno con la natura dispensatrice di pace e forza. Un’ultima tela è dedicata ad un ritratto femminile chiaramente ispirato alla Sposa di Alessandro, un omaggio a tutte le donne e in generale a coloro che scelgono di combattere, nonostante tutto, a favore della vita.
Nel 2021, il Comitato di direzione, si è orientato a destinare il ricavato ai ragazzi del progetto “Freed By Football”, nato dalla collaborazione tra Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria e Federazione Italiana Giuoco Calcio, come stabilito dall’omonimo protocollo sottoscritto in Roma il 23.1.2019.
Il progetto, inserito nella cornice “Liberi di Scegliere” è patrocinato da Unicef e si occupa del reinserimento sociale dei ragazzi cresciuti in famiglie legate al crimine organizzato e che si aggiunge a numerosi provvedimenti analoghi decretati dai magistrati dello Stretto negli anni scorsi.
In particolare, vista la passione del calcio vissuta da Alessandro e sopra descritta, l’attenzione sarà riposta a favore dei ragazzi beneficiari del programma con l’obiettivo di favorire percorsi personalizzati che favoriscono la fuoriuscita dal circuito penale e l’inclusione socio lavorativa dei ragazzi.
